1. Un “Piano straordinario per il lavoro”.

Di fronte a oltre 700.000 disoccupati, cassaintegrati e precari (specialmente giovani) occorre un “Piano straordinario per il lavoro a Roma”, basato su progetti ed investimenti pubblici. Creare lavoro si deve: per la riconversione energetica ed ecologica della Città, per la riqualificazione delle periferie e l’edilizia popolare, per una nuova idea di agricoltura, di turismo e di commercio (vedi sotto i Punti 3, 4, 5, 6, 7, 8, 15, 18, 21, 26, 30, 42, 43, 45 , etc.). E creare lavoro si può, perché tutto ciò può essere finanziato sia con la lotta all’evasione ed al lavoro irregolare che con specifiche “imposte di scopo” (uno strumento che il Comune potrebbe usare e non ha usato) finalizzate a investimenti che creano occupazione e migliorano la qualità della vita nella Città Metropolitana.

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