42.Roma Capitale della produzione di cultura.

Il Comune deve assumere la produzione della cultura come asse centrale di una politica di cambiamento della Città, La cultura è un diritto, ma rappresenta anche una opportunità di lavoro stabile e qualificato; cultura dunque anche come risorsa, per una nuova idea di Roma fondata (come Renato Nicolini ci ha insegnato) sulla qualità della vita collettiva e non solo sulla quantità di merci prodotte. Occorre moltiplicare le opportunità offerte a giovani talenti, a tecnici, a intellettuali, ma anche le possibilità di far vivere in modo diverso i nostri quartieri, valorizzando i rapporti con le università pubbliche e i centri di ricerca, con settori importanti dell’industria audiovisiva e cinematografica e con le grandi istituzioni culturali pubbliche presenti Roma.

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3 risposte a 42.Roma Capitale della produzione di cultura.

  1. Simone Casadei ha detto:

    Roma è un “distretto della ricerca” naturale: più del 50% della ricerca pubblica nazionale gracita nel territorio metropolitano romano. Ciò rende doveroso avvalersi, con opportuni Protocolli di intesa stipulati anche a titolo non oneroso, degli Istituti ed Enti di Ricerca competenti nelle varie policies in merito alle quali il Comune è chiamato a dare risposta sulla base delle proprie prerogative: Lavoro, Salute, Ambiente, Cittadinanza ed interventi di semplificazione amministrativa, Scuola, ecc.

  2. Livia Cannella ha detto:

    Colpisce che la cultura compaia soltanto al quarantaduesimo punto della lunga lista di proposte, quando credo che dovrebbe essere il primo punto da cui inevitabilmente discendono tutti gli altri. La cultura è cardine centrale dell’esistere “sensibilmente”, che rende possibile la permeabilità individuale e collettiva a qualsiasi altro tema della vita e di una concezione sana di “benessere”. Spostatela più in alto, soprattutto nella mente e nella spinta ad agire…
    grazie dell’opportunità offerta di poterne parlare…

    • Raul Mordenti ha detto:

      Cara (sconosciuta) Livia, hai proprio ragione! Ma, credimi, l’ordine delle 54 Proposte non è affatto un ordine di importanza. Si potrebbe addirittura sostenere che quelle più importanti per noi (ad es. l’antifascismo e la pace) stanno in fondo. Semmai una gerarchia (ma questa parola non piace a nessuno/a) la stiamo creando in questi giorni attraverso il voto on line e i commenti, e anche attraverso le discussioni de visu che stiamo organizzando intorno alle 54 Proposte nei Circoli, nelle Sezioni e nei Municipi. Dunque, come si diceva una volta, “Votiamo e facciamo votare!”

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