38. Lotta alla corruzione e alle mafie.

Gli anni di Berlusconi e di Alemanno ci hanno insegnato, se ce ne fosse stato bisogno, la necessità di lottare contro i legami fra politica e mafie. Il Comune deve recepire il Codice Etico per gli amministratori locali (“Carta di Pisa”) e, per quanto di sua competenza, la “Direttiva comunitaria contro la corruzione”. Noi vogliamo: la revisione delle norme sul conflitto di interessi per amministratori e funzionari, la rotazione degli incarichi negli uffici, l’istituzione di un numero verde anticorruzione, l’inserimento della tracciabilità della provenienza dei capitali di tutti i partecipanti ad appalti pubblici, l’istituzione di un Osservatorio sugli appalti, l’abolizione degli appalti al massimo ribasso, una gestione sociale trasparente dei beni sequestrati alla criminalità organizzata, il sostegno concreto del Comune alle vittime dell’usura e ai movimenti per la legalità.

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4 risposte a 38. Lotta alla corruzione e alle mafie.

  1. pietro ha detto:

    perfettamente d’accordo per il codice etico per gli amministratori locali, anzi, sarebbe da estenderlo anche a tutte le cariche pubbliche.

  2. Enzo ha detto:

    la pena deve essere certa e dura, i beni confiscati fino almeno al terzo grado di parentela (non sono un giurista, non sò fin dove è possibile!!!) e fino al raggiungimento del mal tolto rivalutato con gli interessi, eventuali carriere fatte devono essere annullate e così pure dovranno essere annullati tutti i diritti acquisiti nella posizione lavorativa indegnamente occupata, tipo pensioni , vitalizzi, benefit di ogni genere. La certezza di perdere tutto e con gli interessi, è certamente il miglior rimedio per far si che nessuno rubi, così le ricchezze recuperate possono essere utilizzate per la sanità, la scuola, il sociale, il lavoro soprattutto giovanile con l’attenzione che in ogni famiglia ci sia almeno un lavoratore con uno stipendio decoroso, l’ambiente.

  3. 54proposte ha detto:

    Siamo convinti che l’azione congiunta di un maggiore carico di responsabilità etica dei soggetti pubblici, dell’assoluta trasparenza degli atti posti in essere, della certezza di un amministrazione intransigente su ogni forma di corruzione, della lotta a qualsiasi forma di infiltrazione mafiosa nel territorio e a qualsiasi potenziale intreccio tra responsabilità pubbliche e interessi mafiosi e del recupero per finalità sociali di quanto sequestrato alla criminalità organizzata, sia l’unica seria risposta contro la corruzione e le mafie che meriterebbe Roma. Abbiamo invece assistito in questi anni alla vergogna delle varie Parentopoli e alla continua e colpevole sottovalutazione del fenomeno mafioso sul territorio che invece, così come indica Libera, può contare sulla presenza nel Lazio dell’insediamento di 46 clan. Chiudere definitivamente questa triste stagione è ormai un dovere civico, oltre che politico. La nostra idea di Alternativa non può che nascere da questa convinzione.

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