27. L’acqua è un bene comune: il referendum non si tocca!

Occorre scorporare il servizio idrico da ACEA affidandolo ad una azienda speciale pubblica e rivedere la tariffa, rendendola progressiva ed escludendo la remunerazione del capitale, per dare piena attuazione a quanto deliberato dal referendum del 2011. Ma occorre anche un’opera di tutela e salvaguardia idrogeologica del territorio metropolitano, migliorando la corretta gestione del bene comune acqua nelle fasi sia precedenti che successive al consumo idrico nella Città.

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3 risposte a 27. L’acqua è un bene comune: il referendum non si tocca!

  1. Renzo ha detto:

    Vorrei ricordare ai Romani come nacque l’acea. Nacque per volonta del primo sindaco laico di Roma Ernesto Nathan che volle l’acea per gestire l’acqua pubblica di Roma e dei romani fino ad allora im mano ai soliti principi della chiesa.

  2. Raul Mordenti ha detto:

    Non lo sapevo, Renzo. Grande compagno Nathan! Certo che da Nathan ad Alemanno c’è una spaventosa regressione antropologica.

  3. Pingback: 54 proposte per cambiare Roma. | coseperunaltromondo

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